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DA SEATTLE A GENOVA PASSANDO
PER PORTO ALEGRE
E in mezzo lUniversità e Bologna
Lideologia e la pratica neoliberista, che va comunemente sotto il nome di globalizzazione, sono messe in crisi da un vasto e crescente movimento.
Ma questo non basta.
Non basta essere in tanti nei cortei, dobbiamo porci lobiettivo di avere dalla nostra parte la maggioranza della popolazione.
E un movimento mondiale perché mondiale è il problema. Dovunque i potenti della Terra si riuniscono cè sempre chi mette in discussione i loro progetti.
Ci è del tutto chiaro che nessuno vuole fare la guerra alle città dove si svolgono i convegni come quello del G8, anzi noi ci opponiamo anche al fatto che i potenti della terra occupano di volta in volta questa o quella città come avverrà a luglio a Genova.
Il nostro scopo è spiegare e far capire cosa vuole dire globalizzazione, come cambia e peggiora la vita di ciascuno.
Noi vogliamo suscitare il conflitto sapendo che esso non può che essere radicale, perché radicalmente oppressiva è la pratica del G8, del WTO, del FMI ecc.
Per la riunione del G8 a Genova cè, prima di tutto, un problema di democrazia, perché non si sa nemmeno se verrà autorizzata una qualsiasi iniziativa; in compenso la città e forse non solo, verrà militarizzata.
Questa minaccia di dispiegamento militare manifesta un elemento di debolezza. Portare migliaia di poliziotti per tentare di impedire o comunque limitare le manifestazioni potrà, forse, spaventare qualcuno; però questo atteggiamento rivela il carattere autoritario del potere con cui ci confrontiamo, finalizzato a difendere i privilegi con la forza. Se sapremo mettere in evidenza, come altre volte, questo aspetto, la loro forza si rivelerà una debolezza.
Ognuno di noi ha punti di partenza diversi, ognuno di noi si interroga sugli sbocchi, su quali siano i rapporti con la politica, su quale possa essere un nuovo ordine mondiale di solidarietà, uguaglianza e democrazia.
Anche lUniversità è attraversata da questo tipo di processi globali, che si concretizzano con sbarramenti nellaccesso ai saperi, con la perdita del valore legale del titolo di studio, con la programmazione dei corsi in funzione degli interessi del mercato. Inoltre molte studentesse e studenti sono costretti a lavorare per mantenersi gli studi e sono i primi ad essere esposti ai rischi della globalizzazione, svolgendo lavori interinali, in nero, precari quindi senza tutele. Il neoliberismo si affaccia anche nella formazione e nella vita degli studenti, per questo vogliamo aprire il dibattito allUniversità e preparare insieme a chi nellUniversità ci vive, un percorso che ci porti a Genova e oltre. Per questo invitiamo tutti al Sit-in in Piazza Verdi per iniziare il dibattito e promuovere unassemblea-dibattito allUniversità.
In altre parole è il caso di discutere insieme come far crescere il movimento che contesta la globalizzazione finanziaria e vuole la globalizzazione dei diritti.
A Genova e dopo Genova.
MERCOLEDI 30 Maggio
SIT-IN Infopoint Sound System
Dalle h 14 in Piazza Verdi
Bologna Social Forum
info: www.contropiani2000.org
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